Samsung SUR40 è un tavolo multitouch di 40 pollici con risoluzione full HD in grado di riconoscere fino a 50 tocchi simultanei. Il costo al momento del lancio si aggirava attorno ai 10.000 euro. Il prodotto fu molto apprezzato perchè era considerato molto innovativo.

A differenza degli schermi touch di oggi, il riconoscimento del touch era basato su un sistema di telecamere, al tempo molto sofisticato. Questa tecnologia è molto sensibile alla luce, basta infatti esporre il tavolo ad una fonte di luce diretta che il touch smette di funzionare. Ho visto molte installazioni completamente bloccate in fiere e ad eventi a causa della luce del sole o di un'illuminazione artificiale troppo intensa. Per fortuna con i tavoli touch moderni basati sulla tecnologia capacitiva questo non succede più.

Grazie alla Microsoft PixelSense SDK era possibile creare coinvolgenti esperienze interattive. Tutti i software multi touch erano costruiti attorno a PixelSense e ancora oggi quasi tutti i software in commercio utilizzano queste librerie.

Per esperienza posso dire che la caratteristica più apprezzata dai clienti era il riconoscimento degli oggetti fisici che, opportunamente "taggati", permettevano all'applicazione di intercettare il momento in cui un utente appoggiava l'oggetto sul tavolo.

Soprattutto con l'arrivo di Windows 8 molti clienti hanno chiesto di migrare verso una tecnologia touch più moderna e matura, soprattutto per via dei problemi legati alla luce. Sono nati molti produttori di schermi e tavoli multi touch, cito ad esempio tra i tanti 3M, HumeLab, Ideum e DisplaX che usiamo solitamente sui nostri progetti. Parlando di tempi di risposta al touch, questi produttori sono riusciti a portare monitor da 46" a 100" con le stesse prestazioni di un iPad. Ci siamo accorti che per sfruttare appieno le potenzialità degli schermi multitouch capacitivi non si poteva pensare di utilizzare le vecchie librerie di Microsoft PixelSense. La sfida che ci siamo trovati ad affrontare è stata grande, appassionante e molto gratificante. Abbiamo infatti realizzato il software utilizzando le API native del sistema operativo e DirectX per il rendering e per alcuni effetti. La piacevole sorpresa è stata la fluidità del software e la precisione del riconoscimento del tocco.

Questo è stato molto apprezzato dai clienti che puntano molto sul brand, ma c'era una nuova sfida da affrontare: implementare il riconoscimento degli oggetti fisici su un tavolo capacitivo. Il riconoscimento degli oggetti fisici con SUR40 avveniva grazie al riconoscimento tramite le telecamere di un tag colorato (Microsoft Tag). Ovviamente, non disponendo più di telecamere, con la tecnologia capacitiva ciò non è più possibile. La nostra soluzione funziona grazie ad un sensore di prossimità basato sullo standard NFC (Near Field Technology). Grazie ad un tag NFC posizionato sull'oggetto fisico siamo in grado di catturare il momento in cui un utente lo avvicina al lettore NFC.

In conclusione ritengo personalmente che la tecnologia capacitiva sia assolutamente matura e che permetta ai clienti che mirano a rafforzare fortemente il brand di creare esperienze digitali ancora più coinvolgenti, con costi anche inferiori rispetto a qualche anno fa.